Le grandi birre di Westvleteren
L’Eremita e la nascita di un mito


Nel 1814 Jan-Baptist Victor lasciò il paese del luppolo Poperinge per stabilirsi nella foresta di Sint-Sixtus e trascorrere il resto della sua vita come eremita.
Nel 1831 alcuni fraticelli del monastero di Mont des Cats, appena al di là del confine con la Francia, si unirono a lui e nacque una nuova abbazia cistercense. Per sostenersi, coltivavano i campi intorno all’abbazia e producevano formaggio.
L’Abbazia fu edificata nel 1840 insieme alla scuola elementare. Il primo birrificio nel 1939.
“Non viviamo per produrre birra, produciamo birra per vivere.”


Nel 1945, l’ex abate Dom Gerardus Deleye prese la decisione di limitare la produzione al minimo indispensabile.
Minimo indispensabile voleva dire abbastanza per coprire le esigenze finanziarie dell’Abbazia.
“Non viviamo per produrre birra, produciamo birra per vivere.”
Ancora oggi è così: a Westvleteren si brassa “solo” 4.800 hl, a differenza di altri birrifici trappisti belga che producono da 10 a 30 volte di più.
Così Westvleteren è diventata la birra più rara del mondo.
Le grandi birre di Westvleteren e i tappi colorati.



Fino al 2022, le bottiglie di Westvleteren venivano consegnate senza etichetta, le uniche informazioni erano sui tappi colorati.
Dal 2022, una piccola etichetta tonda accompagna ogni bottiglia.
Storicamente l’abbazia brassava la Westvleteren 6° Bruin (tappo rosso) di 6 gradi che era consumata in refettorio dai monaci. Benchè i monaci ne bevessero tanta era solo 6% della produzione totale del birrificio.
Nel 1999, quando riaprì “In de Vrede” il locale dell’abbazia, si festeggiò brassando una blond.
La Westvleteren Blond (tappo verde) 5,8 gradi fu la prima ed unica bionda di Sint-Sixtus e scalzò dalla spina la Westvleteren 6.
Un altro prodotto classico dei trappisti era la dubbel di ben 8 gradi. Definita: Extra (tappo blu).
Ultima (ma prima assoluta) la Regina: Westvleteren 12°, che oggi, nelle degustazioni, definirebbero una “quadrupel”. La tappo Oro di 10,2°.


Westvleteren 12: la birra più rara del mondo diventa anche la più famosa.
Negli anni 2000 il sito web ratebeer.com classificò la Westvleteren 12 come migliore birra al mondo. Ne parlò anche il New York Times.
Quindi iniziò un bagarinaggio e arrivò ad essere venduta a prezzi esorbitanti.
Per anni ci fu una specie di mercato nero ( beh, sempre meglio spacciassero birra che qualcos’altro! ).
Alla Brasserie Bruxelles invece beviamo la Abt 12 di St.Bernardus e tra poco capirete perché…

1946 la Westvleteren raddoppia. St.Bernardus la gemella diversa.
Nel 1946 i monaci decisero di cessare la distribuzione. Continuarono a birrificare in piccole quantità, per il consumo dei confratelli e per la loro locanda “In de Vrede” di fronte al monastero. Ma necessitavano di molti fondi per le riparazioni del complesso religioso.
L’Abate cedette una licenza trentennale a Evariste Deconinck, che già forniva formaggio per l’Abbazia ed era suo compagno di carte nei caffè di Watou. Deconinck poteva produrre le birre chiamate Trappisten Westvleteren Sint-Sixtus. Evariste pagò 1 milione di franchi belgi e assunse l’ex birraio dei trappisti Mathieu Zafranski.
St.Bernardus Abt 12 vs Westvleteren 12: Due birre Gemelle (ma diverse)


Due birre simili, ma prodotte in due birrifici diversi. Questo diede origine al mito secondo cui le due birre, la Westvleteren 12 e la St. Bernardus Abt 12, fossero prodotte secondo la stessa ricetta e con gli stessi ingredienti.
La St.Bernardus Abt 12 viene ancora prodotta con la ricetta dei monaci del 1946, ma…
la differenza è nell’acqua proveniente da fonti diverse e nei lieviti: La Westvleteren di oggi impiega quello di Westmalle, mentre la St.Bernardus Abt 12 fermenta con ceppi propagati del lievito originale di Westvleteren. Ci sono anche altre diversità tecniche… come i tini aperti, oggi ormai rari.
Due birre simili, ma diverse, prodotte in due birrifici diversi.

Non fu un problema sino al 1962.
Nel 1962 la sentenza di Ghent stabilì che solo i monaci potevano fregiarsi del termine trappista. St.Bernardus quindi elise la parola trappista dalle proprie etichette e le ribattezzò “birre dell’abbazia di Sint-Sixtus“. Scaduta la licenza continuò a produrle chiamandole St.Bernardus e cambiando gli abiti all’ex monaco in etichetta che perse il copricapo e la tunica trappista. Il volto sorridente rimase identico prima e dopo il 1992!

Vieni a cercare il Monaco alla Brasserie Bruxelles!

La cosa divertente è che ogni mille bottiglie ce n’è una in cui (l’ex) monaco di St.Bernardus fa l’occhiolino. Alla Brasserie Bruxelles se lo trovi, vinci un premio. Siamo tutti ossessionati dalla ricerca di un monaco che ti strizza l’occhio. Vieni con noi, alla Brasserie Bruxelles a Milano, per cercare il monaco giusto!
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Il modo migliore per gustare le birre dei monaci trappisti è fare un salto in Belgio… altrimenti c’è la Brasserie Bruxelles…
Alla Brasserie Bruxelles a Milano puoi degustare la St.Bernardus Abt 12 e tante altre birre belghe autentiche, servite con la tecnica belga, nel bicchiere giusto e alla giusta temperatura.
Ti aspettiamo per scoprire la vera cultura birraia belga, senza prendere un aereo.

per continuare la lettura o viaggiare, anche solo con la fantasia… https://www.trappistwestvleteren.be/en
